Pedofili della Bassa, la Cassazione dice no alla revisione del processo per il finalese Federico Scotta. Ne dà notizia il comitato Voci Vere, sorto all’indomani dell‘inchiesta giornalistica Veleno che ha riportato alla luce la drammatica vicenda che ha portato a partire dal 1998 a 14 condanne e all’allontanamento di sedici bambini, di Mirandola, Finale Emilia e Massa Finalese, dalle rispettive famiglie, ritenute responsabili di atti di pedofilia nei loro confronti. Il comitato raccoglie tra i suoi aderenti anche alcune delle famiglie affidatarie che hanno accolto quei bambini. Spiegano da Voci Vere:

La Corte di Cassazione ha respinto i due ricorsi alle sentenze emesse
dalla Corte di appello di Ancona confermando il rigetto delle richieste di
revisione del processo a FEDERICO SCOTTA.
Si conclude così definitivamente, in un clamoroso flop, il tentativo di
riaprire i processi della Bassa Modenese nonostante tutta la
sponsorizzazione messa in campo dai media.

Scotta aveva chiesto la riapertura del processo che lo ha condannato a 11 anni di carcere in via definitiva. Coi suoi avvocati, contestava la validità delle testimonianze dei bambini condotte dagli psicologi della Bassa che usavano il metodo Cismai, lo stesso usato poi a Bibbiano, oggi superato dai criteri delle Carta di Noto.

Prima la Corte d’Appello di Ancona, adesso la Cassazione, hanno negato la possibilità di riaprire il processo perché non si ravvisano elementi nuovi che possano alterare il quadro probatorio alla luce del quale intervennero le condanne per abusi sessuali oggetto di revisione. E, secondo i togati, quelle testimonianze restano valide.

 

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