Cispadana, il Coordinamento: “Attesa di vent’anni per un nulla di fatto”
"Sarà la primavera che risveglia sentimenti sopiti, sarà stato il recente comunicato stampa del Coordinamento “sull'attendismo” (rinnovo concessione A22) come forma di politica messa in campo da molti negli ultimi vent’anni, sta di fatto che nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un rimando delle colpe sul nulla di fatto in merito alla Cispadana, dove invece le colpe sono di tutti, maggioranza ed opposizione, nessuno escluso, tranne qualche rara eccezione. Dalla idea di Cispadana autostradale, per rincorrere faraonici progetti autostradali, nata nel 2006 con l’abbandono del progetto a scorrimento veloce (già realizzato per 1/3), all’assegnazione della realizzazione e gestione dell’arteria ad un consorzio di aziende (ARC) dove Autobrennero è al 51%.
Da un progetto del 2012 che prevedeva improbabili passaggi di autoveicoli, giustificazione per realizzare la Cispadana in forma autostradale, ad un drastico ridimensionamento dei passaggi con evidente difficoltà a redigere un PEF credibile. In tutto questo il colpevole atteggiamento della
Politica, con a rimorchio una serie di soggetti imprenditoriali e non, che nulla hanno fatto per sbloccare una situazione oggettivamente imbarazzante. Di fatto una attesa di venti anni per un nulla di fatto. E intanto il territorio soffre. Come Coordinamento abbiamo, da sempre, denunciato l’incoerenza del progetto autostradale rispetto agli indirizzi trasportistici che si è data l’Europa Comunitaria fin dal 2002 (Libro Bianco dei Trasporti).Ribadiamo la necessità di stralciare la vicenda Cispadana da quella della concessione A22 e procedere con la realizzazione dei tratti mancanti della strada a scorrimento veloce (C1), cominciando dal primo tratto Reggiolo-Mirandola e a seguire tutti gli altri compresi quelli verso Parma (ponte sull’Enza a Sorbolo in primis). Il tutto con un occhio particolare al tema delle piattaforme intermodali. C’è dunque da sperare che il nuovo PRIT sia occasione di una vera e profonda riflessione sul cosa serve realmente al territorio in una visione di area vasta".
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