ITINERARI CURIOSI | La Collina delle Fiabe: il piacere di camminare dentro una storia
di Francesca Monari
Portate con voi un paio di scarpe comode e la voglia di tornare bambini per un po'. Se pensate che per incontrare il Gatto e la Volpe serva un biglietto per un parco a tema o un tuffo dentro un libro, oggi vi porto in un luogo che definire "parco" sarebbe riduttivo. È la Collina delle Fiabe, un omaggio a cielo aperto al genio di Emanuele Luzzati, scenografo, illustratore e artista genovese tra i più importanti del Novecento italiano, le cui opere hanno contribuito a rinnovare la scenografia di questo spazio verde, trasformandolo in un percorso immersivo dove arte e paesaggio dialogano in modo naturale.
Si tratta di un parco pubblico molto curato e piuttosto esteso, a Levizzano Rangone, frazione di Castelvetro. La Collina delle Fiabe si trova all’interno del Parco Rio Gamberi, che prende il nome dal torrente che lo attraversa, un tempo popolato dal gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), specie un tempo comune nelle acque locali.
Qui, lungo il percorso che circonda il Castello di Levizzano, compaiono sagome colorate, scenografie fiabesche e personaggi che sembrano usciti da un sogno di mezza estate La vera curiosità sta nel contrasto. Castelvetro è terra di tradizioni solide e di un paesaggio agricolo che racconta secoli di lavoro. Eppure, proprio qui, si è scelto di introdurre un linguaggio visivo legato alla fantasia, trasformando una collina in un percorso artistico che invita a rallentare e a riscoprire quella capacità di stupirsi che spesso dimentichiamo di avere in tasca.
Passeggiare qui al tramonto, quando il sole tinge d'oro le colline e le sagome di Luzzati sembrano quasi prendere vita, è un’esperienza che ci ricorda come la bellezza non debba per forza essere complicata.
Passeggiare al tramonto, quando la luce dorata sfiora le colline e le sagome di Luzzati sembrano animarsi, offre un’esperienza capace di riconciliare con il paesaggio. Un piccolo tesoro a chilometro zero che dimostra come la bellezza possa nascere anche da un gesto semplice: lasciare spazio all’immaginazione è il finale perfetto per ogni fiaba che si rispetti.
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