ITINERARI CURIOSI | L’antico varco dei desideri: il Baluardo dell’Amore e i suoi segreti
di Francesca Monari
Se passeggiando lungo le mura rinascimentali di Ferrara vi trovaste davanti a un’imponente struttura di mattoni che sembra "affondare" nel prato, sappiate che siete al cospetto di uno dei recuperi archeologici più affascinanti della città: il Baluardo dell’Amore.
Situato nel tratto meridionale della cinta muraria, a pochi passi da via Porta d'Amore, questo sito è rimasto per secoli letteralmente sepolto sotto una montagna di terra. Solo di recente, grazie a un meticoloso restauro, è stato trasformato in un parco archeologico all’aperto che permette di camminare fisicamente dentro la storia. Il nome stesso, così evocativo, deriva dalla vicina via e dalla porta omonima, che secondo la leggenda era il passaggio prediletto per gli incontri galanti e i segreti di corte dei nobili ferraresi.
Questo luogo si distingue per una straordinaria stratificazione storica. Percorrendo le passerelle, lo sguardo spazia tra la Porta d’Amore del XV secolo, varco che un tempo univa la città ai giardini estensi, e il Bastione cinquecentesco, una poderosa struttura difensiva ad "asso di picche" progettata da Alfonso II d'Este per resistere ai colpi delle artiglierie.
Oggi il Baluardo non è più solo un reperto da osservare, ma uno spazio pubblico vivo. Il parco archeologico è stato progettato per essere totalmente accessibile, con percorsi che si snodano tra le antiche mura e permettono di osservare da vicino le tecniche costruttive degli estensi. Si è imposto come una tappa ormai irrinunciabile per chi percorre l’anello delle mura - circa 9 chilometri di verde continuo - configurandosi come una sosta di valore didattico
e di forte impatto visivo.
Anche qui il legame con la comunità è forte: il Baluardo ospita spesso installazioni artistiche, eventi culturali e momenti di approfondimento storico, rendendo la "pietra fredda" del passato un elemento vibrante del presente urbano.
- Vantive di Medolla, AVS: "L’accordo con Rockwell Medical non basta: servono garanzie per il lavoro e una regia pubblica"
- La LutherRose 2026 al professor Alberto Melloni, primo italiano a ricevere il riconoscimento
- Payback, Vignali (FI): "La Regione dica quanto è costato l'acquisto di dispositivi medici"
- Machine Vision e intelligenza artificiale, al Tecnopolo di Modena un confronto tra ricerca e industria
- Nonantola, martedì 10 novembre incontro sul Morbo di K, la malattia inventata nel 1943 per proteggere gli ebrei dai nazifascisti
- San Felice, domenica 15 novembre sarà possibile visitare il Giardino Botanico "La Pica"
- Dal 13 al 15 novembre torna a Cavezzo "Videogames Are Good"



























































