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05 Novembre 2026
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80 anni fa referendum e nascita della Repubblica, la Regione ricorda gli emiliano-romagnoli che contribuirono a cambiare il futuro dell’Italia

Le prime pagine dei quotidiani dell’epoca, conservate nelle biblioteche, aprono all’unanimità: “È nata la Repubblica”. Mancano solo le immagini delle lunghe file ai seggi che il 2 giugno 1946 determinarono il destino dell’Italia. Per la prima volta votarono anche le donne. Per la prima volta milioni di italiane e italiani scelsero direttamente il governo del proprio Paese. Nacque così la Repubblica italiana: non come un passaggio formale, ma come una scelta collettiva che cambiò per sempre il rapporto tra cittadine, cittadini e istituzioni. Ottant’anni dopo, l’Emilia-Romagna celebra quella data, non solo come una ricorrenza da custodire nella memoria, ma come la scelta democratica. Tre numeri tra tutti: 1.539.334, ovvero coloro che in Emilia-Romagna scelsero la Repubblica. E 459.802, chi votò per la Monarchia. La differenza tra quei due risultati determinò l’esito del referendum: 1.079.532, ossia il divario tra chi scelse la sovranità popolare e chi volle preservare quella del re. Il più netto registrato a livello nazionale, tanto da valere all’Emilia-Romagna il titolo di Regione più repubblicana d’Italia. Ed è proprio questo lo slogan della campagna di comunicazione promossa e sostenuta dalla Regione, per riportare nello spazio pubblico – piazze, strade, quartieri, città – quella straordinaria partecipazione, che contribuì a scrivere una pagina decisiva della storia democratica del Paese. Al centro della campagna, un manifesto affisso in tutti i Comuni al di sopra dei 15mila abitanti, che rappresenta il simbolo di un impegno collettivo nato da quella scelta popolare che, ottant’anni fa, riportò il futuro dell’Italia nelle mani delle cittadine e dei cittadini. L’esito del referendum sarà inciso anche sulla targa celebrativa che la Regione inaugurerà giovedì 4 giugno, alle ore 15, sotto il portico della propria sede di viale Aldo Moro 50-52, a Bologna. Un segno permanente dedicato a una scelta che qui assunse il valore di una grande mobilitazione civile alla quale aderirono oltre 1,5 milioni di emiliano-romagnoli. A inaugurare la targa, il presidente della Regione, Michele de Pascale, il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, e l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni. A seguire, in Sala Fanti, la lectio magistralis della storica, Michela Ponzani. Per l’occasione, inoltre, nell’atrio d’ingresso del palazzo della Giunta regionale di viale Aldo Moro 52 sarà in esposizione l’iconica Ducati Panigale V4 Tricolore, modello celebrativo del Made in Italy, il cui arrivo segna l’avvio di una collaborazione tra Regione e Ducati che prende forma proprio nell’ambito delle iniziative dedicate all’80esimo anniversario della Repubblica italiana: un’opportunità per valorizzare il patrimonio di competenze e cultura industriale rappresentato dalla casa motociclistica bolognese e che costituisce uno dei tratti più riconoscibili dell’identità produttiva emiliano-romagnola.

“L’Emilia-Romagna ha un legame profondo con la nascita della Repubblica italiana e con i valori democratici che quel voto portò nel Paese - afferma il presidente de Pascale -. Qui il referendum del 2 giugno 1946 non fu soltanto una scelta istituzionale: fu una grande assunzione collettiva di responsabilità da parte di cittadine e cittadini che uscivano dagli anni di una guerra terribile e che decisero di affidare il futuro dell’Italia alla democrazia, alla partecipazione e alla sovranità popolare. È una pagina che continua a parlare anche al presente, soprattutto in una fase storica in cui il tema della partecipazione democratica e del rapporto tra cittadini e istituzioni è più che mai centrale nel dibattito pubblico. Per questo abbiamo scelto di celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica riportando quella storia, quell’impegno e quella straordinaria mobilitazione civile nello spazio pubblico, nelle città, nelle strade e nelle piazze dell’Emilia-Romagna, attraverso immagini, parole e simboli capaci di parlare anche alle nuove generazioni. E lo abbiamo fatto partendo da un dato che racconta molto del rapporto tra questa terra e la Repubblica: l’Emilia-Romagna è la Regione più repubblicana d’Italia perché ottant’anni fa espresse un consenso chiaro e netto a favore della scelta repubblicana. Il voto del 1946 non racconta soltanto una pagina della nostra storia: è il legame profondo tra questa terra e l’idea stessa di democrazia repubblicana”.

“Il voto del 2 giugno 1946 segnò anche per l’Emilia-Romagna l’inizio di una nuova stagione civile e democratica, fondata sulla partecipazione, sulla cittadinanza e sull’idea di una democrazia costruita dal basso - aggiunge l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni -. Ottant’anni dopo è dovere di tutte e tutti noi continuare a tenere viva quella pagina fondamentale della nostra storia e trasmetterla alle nuove generazioni, perché il rapporto tra memoria democratica e futuro del Paese riguarda direttamente la qualità della nostra vita civile. Ogni volta che una comunità perde consapevolezza della propria storia collettiva, si indebolisce anche il senso della partecipazione, della cittadinanza e della responsabilità pubblica. Per questo è indispensabile continuare a riportare quella stagione dentro il presente: affinché le nostre ragazze e i nostri ragazzi possano riconoscere in quelle scelte una parte viva delle libertà, dei diritti e della democrazia che costituiscono ancora oggi il fondamento della nostra società”.

"Quest'anno celebriamo ottant'anni di Repubblica e ottant'anni di voto alle donne - sottolinea il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri -. Ebbene, quando mi capita di parlare con giovani studentesse in visita all'Assemblea, osservo i loro sguardi esterrefatti quando qualcuno ricorda loro che cento anni fa non avrebbero potuto votare e partecipare alla vita pubblica. Non dobbiamo correre il rischio di dare per scontati questi diritti, ma anzi valorizzare l'impegno di chi li ha resi possibili. Credo che tutti dobbiamo essere orgogliosi di appartenere a una comunità che ha contribuito in maniera così decisa alla democrazia, così come la conosciamo. Sta a noi raccogliere la loro eredità e proseguire il cammino verso i diritti per tutti".

Il programma delle iniziative per l’80esimo anniversario della Repubblica

Giovedì 4 giugno, alle ore 15, sotto il portico della propria sede di viale Aldo Moro 50-52, a Bologna, si svolgerà l’inaugurazione della targa celebrativa dedicata all’esito del referendum Monarchia-Repubblica. A svelarla saranno il presidente della Regione, Michele de Pascale, il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, e l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni. Alle 15.30, nella Sala polifunzionale Guido Fanti di viale Aldo Moro 50, la professoressa Michela Ponzani terrà una la lectio magistralis dal titolo ‘E ci prendemmo la Storia. Le ragazze che fecero la Repubblica’, introdotta dalla proiezione di un video che raccoglie testimonianze e memorie legate al referendum. Ad aprire i lavori, il presidente de Pascale e il presidente Fabbri. All’esterno della sala Fanti, poi, saranno le voci e le cronache di quei giorni a tracciare un filo netto tra il 1946 e il 2026: quelle impresse a inchiostro sulle prime pagine dei quotidiani che all’epoca erano diffusi in Emilia-Romagna – dal Corriere della Sera al Resto del Carlino – che saranno esposte in una mostra, a cura della Regione, come immagini, stampate a fotografare quel voto, uno dei momenti cardine della storia italiana. Davanti all’aula consiliare sarà inoltre allestita una mostra curata dall’Assemblea legislativa in collaborazione con il Comitato per le celebrazioni degli 80 anni del suffragio universale. I pannelli valorizzano le biografie di sette donne che hanno contribuito all’emancipazione femminile nella storia della nostra Regione. E sarà proposta la mostra “La Costituzione illustrata” con i disegni dell’artista Ro Marcenaro.

La lectio magistralis sarà trasmessa in diretta streaming sul sito della Regione Emilia-Romagna: www.regione.emilia-romagna.it/

La campagna di comunicazione “Emilia-Romagna, la Regione più repubblicana d’Italia” è disponibile al link: https://www.regione.emilia-romagna.it/regionerepubblicana

Costituenti Emiliano-Romagnoli, il portale dedicato alle donne e agli uomini emiliano-romagnoli della Costituente

Contribuirono a scrivere il testo fondativo della Repubblica. In occasione dell’80esimo anniversario del referendum del 2 giugno, la rete regionale degli istituti storici della Resistenza, coordinati dall’Istituto storico Parri di Bologna, pubblica online le storie degli emiliano-romagnoli che presero parte ai lavori dell’Assemblea Costituente. Cinquantadue donne e uomini, nati o eletti sul territorio regionale, raccontati attraverso un accurato lavoro di ricerca che ricostruisce il loro percorso politico prima, durante e dopo i lavori dell’Assemblea, in un mosaico di ritratti che intrecciano il ruolo istituzionale alla dimensione umana e personale mettendone in luce impegno civile, partecipazione alla Resistenza, esperienze di confino e prigionia e alcuni dei momenti più significativi del loro percorso di vita. Il sito, realizzato nel 2018, in occasione del 70esimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione italiana (2018), è stato completamente rinnovato e arricchito con nuovi contenuti editoriali, pensati per valorizzare e rendere ancora più accessibile il patrimonio storico e culturale raccolto dall’Istituto negli anni. Un progetto che si inserisce nell’ambito dell’impegno della Rete regionale degli Istituti della Resistenza, con l’obiettivo di promuovere strumenti di approfondimento e divulgazione dedicati alla storia del Novecento e trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria democratica e della partecipazione civile. Il progetto, sostenuto con un finanziamento regionale di 15mila euro nel 2018, è stato rinnovato e ampliato grazie al lavoro delle operatrici, degli operatori e degli Istituti coinvolti, ed è stato sostenuto della Regione con ulteriori 3mila euro. Il portale è online all’indirizzo: costituenti.900-er.it

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