Festival della Migrazione, a Carpi confronto sul valore dell’assistenza familiare e il 6 novembre si parla di tratta
CARPI - Il valore delle assistenti familiari per gli anziani e le famiglie, la salute di chi svolge questo lavoro e i legami che nascono attraverso la cura. Sono i temi al centro di “Donne che curano, donne da sostenere”, l’incontro che si è svolto in Sala Loria nell’ambito del prefestival del Festival della Migrazione, con il patrocinio del Comune di Carpi. La serata ha riunito rappresentanti delle comunità romena, moldava e ucraina, professionisti dell’AUSL e amministratori, facendo dialogare esperienze personali e competenze. A dare la misura del fenomeno sono i dati illustrati da Samuele Davide Molli, sociologo dell’Università degli Studi di Milano: in Italia i lavoratori domestici regolarmente registrati sono circa 800 mila, comprendendo colf e assistenti familiari. Le donne rappresentano circa il 90%, le persone con cittadinanza straniera il 70%. Il 35% del totale proviene dall’Europa orientale, con Romania e Ucraina tra i principali paesi di origine. Considerando anche il lavoro irregolare, la stima complessiva indicata è di circa 1,6 milioni di persone nel settore domestico. La domanda “Chi si prende cura di chi si prende cura?” ha accompagnato le testimonianze. Le lavoratrici hanno raccontato l’accoglienza ricevuta nelle famiglie italiane, l’aiuto nei momenti difficili e rapporti di affetto proseguiti anche dopo la conclusione del lavoro. «Il lavoro di cura è fondamentale per tante famiglie del nostro territorio. Riconoscerne il valore significa anche ascoltare le persone che lo svolgono, comprenderne le difficoltà e promuoverne la salute e i diritti», ha scritto l’avv. Danaida Delaj, presidente della Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione delle Terre d’Argine.
«Le donne che si prendono cura come assistenti familiari dei nostri concittadini anziani sono un tassello ineludibile della Rete di Cura Domiciliare. Come Comunità abbiamo il dovere di prendercene cura a nostra volta tenendo presente che spesso provengono da background migratorio che va compreso e sostenuto. Per questo insieme anche ai servizi sociali e sanitari, abbiamo intrapreso una serie di iniziative anche in collaborazione con la Consulta per l’integrazione per leggere le problematiche e dare risposte adeguate. La riflessione che abbiamo sviluppato in questa iniziativa del Festival sarà importante per stimolare ulteriori azioni», dichiara l’assessora di Carpi, Tamara Calzolari.
Particolarmente significativi i racconti dei figli. Una giovane, per la comunità romena e un giovane, rappresentante della comunità ucraina di Carpi. Alla prevenzione sono stati dedicati gli interventi di dell’AUSL di Modena. «Le testimonianze ci hanno mostrato quanto le nostre vite siano già legate: chi assiste i nostri anziani contribuisce ogni giorno al benessere delle nostre famiglie e porta con sé una storia, competenze e affetti. Ascoltarsi aiuta a conoscersi e a superare i pregiudizi. Come assessore al dialogo interculturale, credo sia importante dare continuità a questo confronto, mettendo in relazione comunità, famiglie e servizi. Prendersi cura di chi cura è una responsabilità che riguarda tutta la città», sottolinea l’assessore comunale di Carpi Maurizio Maio.
Venerdì 6 novembre, intanto, alle 21, all’Auditorium Loria il Festival continua con «La tratta che non vediamo»: un incontro per portare alla luce lo sfruttamento che spesso si consuma sotto i nostri occhi, nel lavoro come nella prostituzione, e che colpisce in particolare donne e ragazze. Intervengono Mariacristina Molfetta, antropologa culturale e ricercatrice della Fondazione Migrantes; Gianfranco Della Valle, coordinatore e referente del Numero Verde nazionale Antitratta (800 290 290), il servizio del Dipartimento per le Pari opportunità che dal 2000 accoglie le richieste di aiuto delle vittime; e Irene Ciambezi, giornalista e referente per la comunicazione e i progetti europei antiviolenza e antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII. Modera Paolo Seghedoni, giornalista e direttore del Festival della Migrazione.
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