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05 Novembre 2026
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Conserve Italia festeggia i 50 anni di storia e presenta gli ultimi interventi nello stabilimento di Pomposa

Cinquant’anni di storia e uno sguardo rivolto con decisione al futuro. Conserve Italia ha scelto lo stabilimento di Pomposa - uno dei più importanti poli europei per la trasformazione del pomodoro - per presentare la conclusione del Piano investimenti 2023-2026 e dare ufficialmente il via alle celebrazioni per il 50° anniversario dalla fondazione del Gruppo, avvenuta il 24 maggio 1976. Un momento simbolico al centro di un evento capace di unire memoria e visione industriale: da un lato il valore della cooperazione che affonda le radici nei territori e nella filiera agricola italiana; dall’altro la trasformazione degli stabilimenti in moderne smart factory, sempre più efficienti, sostenibili e interconnesse.  Il Piano investimenti, che nell’ultimo aggiornamento è arrivato a raggiungere 86,9 milioni di euro, ha interessato 7 stabilimenti - Pomposa (FE), Ravarino (MO), Barbiano (RA), Massa Lombarda (RA), Alseno (PC), Albinia (GR) e Mesagne (BR) - e la sede di San Lazzaro di Savena (BO), con oltre la metà delle risorse destinate proprio a Pomposa, non a caso ribattezzata “Pomposa smart factory”. Qui si sono concentrati alcuni degli interventi più rilevanti degli ultimi anni: nuovi evaporatori di ultima generazione per la lavorazione del pomodoro, un sistema intralogistico automatizzato con navette autoguidate, l’ampliamento del magazzino automatico fino a 120mila posti pallet e nuove aree dedicate alla conservazione di legumi e semilavorati. Parallelamente, sono state rinnovate e potenziate le linee produttive con l’introduzione di ulteriori nuove tecnologie per la lavorazione della polpa fine, l’avvio della produzione di legumi monodose sottovuoto e l’installazione di impianti avanzati per migliorare qualità, capacità produttiva e flessibilità industriale.  Un insieme di soluzioni che riducono la mobilità interna ed esterna, migliorano l’efficienza produttiva e rafforzano la capacità di valorizzare al massimo la materia prima conferita dai soci, senza mai perdere di vista la sostenibilità ambientale: il Piano ha permesso infatti di ridurre le emissioni annue di CO₂ nell’atmosfera di circa 12.000 tonnellate rispetto agli anni precedenti.
“Avviare le celebrazioni dei 50 anni di Conserve Italia qui a Pomposa significa raccontare ciò che siamo stati e ciò che vogliamo continuare a essere - afferma il presidente Maurizio Gardini -. La nostra forza è una filiera cooperativa che parte dai campi e arriva sulle tavole dei consumatori, creando valore per i produttori e per i territori con la forza dei nostri marchi storici. Gli investimenti realizzati in questi anni in campo tecnologico, ma non solo, vanno proprio in questa direzione: vogliamo innovare per valorizzare la materia prima dei soci e garantire competitività al sistema agroalimentare italiano”.

Sostenibilità e piano industriale: una strategia integrata

Il Piano rappresenta una leva fondamentale anche per il percorso di sostenibilità ambientale del Gruppo, con interventi che contribuiscono in modo significativo alla riduzione delle emissioni, al miglioramento dell’efficienza energetica e all’incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili. Un percorso che si inserisce in un cammino già avviato, che tra il 2019 e il 2024 ha consentito di ridurre l’impatto ambientale di oltre 54.000 tonnellate di CO₂ e che ora si è prefissato nuovi obiettivi, tra cui l’incremento della quota di energia elettrica da fonti rinnovabili fino al 42% del fabbisogno complessivo e la riduzione di ulteriori 39.000 tonnellate di CO₂ entro la fine del 2027, per un totale di 93.500 tonnellate di CO₂ risparmiate in 9 anni.
“Questo Piano è il risultato di una visione condivisa - sottolinea il direttore generale Pier Paolo Rosetti - che mette insieme la componente agricola all’innovazione industriale. Non si tratta di semplici investimenti tecnologici ma di un modello di sviluppo che punta a rendere la filiera più efficiente e sostenibile. La ‘Pomposa smart factory’ è oggi un esempio concreto di come immaginiamo gli stabilimenti agroindustriali del futuro: interconnessi tra loro, automatizzati e sempre più integrati con il territorio su cui sorgono”.

Innovazione, digitalizzazione e linee produttive: lo stabilimento data-driven

Al centro della trasformazione ci sono la digitalizzazione dei processi e l’automazione avanzata, ma anche il profondo rinnovamento delle linee produttive, che stanno ridefinendo l’organizzazione del lavoro e la gestione delle attività industriali. A Pomposa e negli altri stabilimenti del Gruppo sono state introdotte tecnologie di ultima generazione per la lavorazione e il confezionamento, con nuove linee dedicate alla polpa fine, al cubettato e ai legumi sottovuoto, oltre all’ammodernamento delle linee vetro e PET in linea con le normative europee. Questi interventi consentono di aumentare la capacità produttiva e migliorare le caratteristiche organolettiche dei prodotti, garantendo al contempo maggiore flessibilità nell’adattamento alle richieste del mercato. 
“Abbiamo costruito un ecosistema in cui fabbrica e logistica dialogano in tempo reale - spiega il direttore operativo Gabriele Brignani -. L’introduzione di sistemi intralogistici automatizzati, insieme a tecnologie di processo avanzate come gli evaporatori a ricompressione meccanica, ci consente di migliorare efficienza, sicurezza, sostenibilità e controllo delle operazioni, riducendo al contempo consumi ed emissioni oltre a migliorare la qualità dei nostri prodotti. È un passaggio fondamentale verso un modello industriale sempre più data-driven”.

I 50 anni di Conserve Italia

L’evento di Pomposa ha rappresentato anche l’occasione per valorizzare la storia del Gruppo, le cui radici affondano ben prima della nascita ufficiale del 1976. La costituzione di Conserve Italia, avvenuta il 24 maggio 1976, fu infatti il punto di arrivo di un percorso avviato già negli anni Sessanta, quando le cooperative ortofrutticole emiliano-romagnole iniziarono a integrare produzione agricola, trasformazione industriale e commercializzazione per dare maggiore forza alla filiera. Quella scelta - unire le forze per non competere tra loro ma crescere insieme sui mercati - ha rappresentato un passaggio decisivo nella storia dell’agroalimentare italiano. L’idea di creare un consorzio nazionale capace di gestire in modo coordinato produzione, logistica e vendita dei prodotti trasformati rispondeva infatti a esigenze molto concrete: ampliare la gamma, rafforzare i marchi e costruire un’offerta strutturata per la moderna distribuzione. Da allora, attraverso un percorso fatto di aggregazioni, acquisizioni e sviluppo internazionale, Conserve Italia è diventata una delle principali realtà conserviere europee, mantenendo al centro il modello cooperativo e il legame con i produttori. Oggi, a cinquant’anni di distanza, il Piano investimenti appena concluso segna un passaggio altrettanto significativo: consegna al Gruppo una piattaforma industriale evoluta e sostenibile, pronta ad affrontare le sfide dei prossimi decenni. Un percorso che si intreccia con la storia dei grandi marchi del Gruppo: da Cirio, che quest’anno celebra 170 anni, fino a Yoga, che ha raggiunto gli 80 anni, passando per Jolly Colombani, che di recente ha compiuto 100 anni, Valfrutta e Derby Blue, simboli della capacità di coniugare tradizione e innovazione.  Le celebrazioni del cinquantesimo di Conserve Italia proseguiranno nei prossimi mesi con un programma articolato di iniziative: tra queste, un Open Day previsto a settembre per aprire le porte della Pomposa Smart Factory alla comunità locale e un grande evento celebrativo in programma a fine anno, pensato per condividere questo traguardo con soci, dipendenti, istituzioni e stakeholder. Cinquant’anni dopo la sua nascita, Conserve Italia si conferma così una realtà capace di evolvere senza perdere la propria identità cooperativa, puntando su tecnologia, sostenibilità e valorizzazione della filiera per affrontare le sfide dei mercati globali.
 

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