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05 Novembre 2026
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Controllo della nutria, la Regione Emilia-Romagna rinnova il piano per altri cinque anni e rafforza gli interventi

Tutelare le colture agricole, contenere il rischio idraulico legato alla compromissione degli argini, salvaguardare la biodiversità e gli habitat naturali. Sono queste le principali finalità del nuovo piano per il controllo della nutria, approvato dalla Regione Emilia-Romagna e valido per il quinquennio 2026-2030. Un intervento che si inserisce in un contesto di diffusione ormai estesa della specie su tutto il territorio regionale e che punta a un’azione strutturata e coordinata per limitarne gli impatti su ambiente, sicurezza e attività produttive. La nutria è infatti una specie esotica invasiva di rilevanza unionale, la cui gestione è finalizzata al controllo delle popolazioni e alla riduzione degli effetti negativi connessi alla sua presenza. Il nuovo piano rafforza gli strumenti operativi e l’organizzazione delle attività di controllo. L’applicazione riguarda l’intero territorio regionale, comprese le aree urbane, i parchi e le aree naturali protette regionali, mentre restano esclusi i Parchi nazionali e le Riserve statali, per i quali valgono specifiche disposizioni di livello nazionale. Confermata la possibilità per le Polizie Provinciali, soggetto deputato all’attuazione dei piani, di realizzare progetti che consentano l’utilizzo della carabina calibro 22, e della carabina ad aria compressa non depotenziata, qualora sia ottenuto il permesso dalla Prefettura e della Questura territoriale.

“Con questo intervento rafforziamo in modo significativo l’azione di controllo su tutto il territorio regionale, mettendo a disposizione più risorse, semplificando le procedure e rendendo più efficace il coordinamento tra i soggetti coinvolti - afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi -. I dati sui prelievi confermano che la direzione è quella giusta, ma evidenziano la necessità di proseguire con continuità e maggiore efficacia. La diffusione della nutria ha effetti concreti su più fronti, dalle produzioni agricole alla sicurezza idraulica, fino agli equilibri ambientali, e richiede una risposta strutturata e omogenea. Per questo investiamo sulle Polizie provinciali, rafforziamo gli strumenti operativi e consolidiamo la collaborazione con enti locali, operatori e tutti i soggetti impegnati nelle attività di controllo, con l’obiettivo di contenere gli impatti e garantire una gestione più efficace su tutto il territorio regionale. Visto gli ottimi risultati ottenuti nei territori che hanno introdotto l’utilizzo della carabina calibro 22 e della carabina ad aria compressa non depotenziata, abbiamo deciso di prevederne l’utilizzo anche nel nuovo piano; pertanto, le Polizie Provinciali potranno introdurre tale strumentazione dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla Prefettura e Questura”.

Il piano di controllo 2026-2030

Il nuovo piano consente interventi su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, comprese le aree urbane, i parchi e le aree naturali protette regionali, mentre specifiche limitazioni sono previste per i siti della rete Natura 2000. Restano esclusi i Parchi nazionali e le Riserve statali, per i quali si applicano disposizioni di livello nazionale. Il piano definisce un sistema di intervento modulato in base ai diversi contesti territoriali, con un equilibrio tra efficacia operativa e tutela ambientale. Nelle aree urbane gli interventi sono gestiti dai Comuni, nei territori cacciabili le attività possono svolgersi durante tutto l’anno, anche in concomitanza con l’attività venatoria. Tra gli strumenti operativi, oltre alle modalità già previste dalla normativa, è confermata la possibilità di utilizzare tecnologie e dotazioni che consentono interventi più efficaci e selettivi, nel rispetto delle autorizzazioni previste e delle condizioni di sicurezza. Confermata anche la possibilità di utilizzare fra gli strumenti alternativi la calibro 22 e la carabina ad aria compressa non depotenziata, una volta ottenuto dalle polizie provinciali l’autorizzazione dalla Prefettura territorialmente competente. Sono state inoltre introdotte semplificazioni nelle modalità di rendicontazione delle attività di controllo, con l’obiettivo di rendere più snelle ed efficienti le procedure a carico delle Polizie provinciali. I prelievi e gli abbattimenti sono consentiti esclusivamente a soggetti autorizzati e formati e si svolgono sotto il coordinamento delle Polizie locali provinciali e della Città metropolitana di Bologna, che garantiscono organizzazione e controllo delle attività. Possono intervenire operatori istituzionali, guardie venatorie, cacciatori abilitati, proprietari o conduttori dei fondi agricoli, imprese specializzate e, in alcuni casi, anche personale veterinario della sanità pubblica.

I risultati dell’ultimo anno

Negli ultimi dieci anni, a partire dal 2016, quando è stato approvato il primo piano regionale per il controllo della nutria, sono stati 856.093 gli esemplari prelevati in Emilia-Romagna. Di questi 101.175 sono i capi prelevati nel 2025, in aumento rispetto agli anni, così distribuiti per provincia: 12.412 in provincia di Bologna, 46.623 a Ferrara, 615 a Forlì-Cesena, 22.276 a Modena, 2.865 a Parma, 375 a Piacenza, 4.590 a Ravenna, 11.378 a Reggio Emilia e 41 a Rimini.

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