Caso Aimag, il sindaco Righi fa chiarezza: “Nessun patto politico dietro la nomina di Pozzi. Hera resta strategica”
A poche ore dall'insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione di Aimag, il sindaco di Carpi, Riccardo Righi, interviene pubblicamente per delineare la strategia futura della multiutility e spegnere le polemiche politiche che hanno accompagnato le recenti nomine. Righi respinge con fermezza le letture che vedono nella scelta del nuovo manager, Valerio Pozzi, il frutto di un asse sotterraneo con il centrodestra locale.
Dietro la scelta di Valerio Pozzi: competenza e territorio
Il primo cittadino ci tiene a precisare che la nomina di Pozzi non è l'esito di uno scontro di potere interno al Partito Democratico carpigiano, bensì il traguardo di un percorso di mediazione molto articolato tra i vari Comuni soci.
"Non si è trattato di un braccio di ferro o della vittoria di una fazione", spiega Righi. "Ridurre tutto a questo sarebbe una semplificazione ingiusta. Abbiamo lavorato a lungo a livello provinciale per trovare una visione industriale comune, non semplicemente un nome."
La scelta del sindaco è ricaduta su Pozzi per il suo solido profilo manageriale, la profonda esperienza nel settore cooperativo e un legame ventennale con il territorio. Righi smentisce categoricamente anche le voci di un presunto accordo con la destra di Mirandola (in particolare con l'esponente politico Golinelli), nate dal fatto che Pozzi e Golinelli avevano condiviso in passato un'esperienza nel cda di Opas (ex Italcarni). Il sindaco liquida la questione come una suggestione complottistica legata a vecchie dinamiche di quasi quindici anni fa, dicendosi certo che lo stesso centrodestra sia rimasto spiazzato dalla nomina.
A chi gli chiede del chiacchierato "pranzo a tre" a Concordia con i colleghi sindaci di centrodestra Budri e Goldoni, Righi risponde con ironia: "Nessun complotto e nessun segreto. Tra sindaci ci si confronta spesso durante le pause lavorative. In quell'occasione abbiamo fatto il punto su temi cruciali, dalla sanità al futuro di Aimag, per sondare le reciproche sensibilità e cercare soluzioni di ampio respiro per la comunità."
Equilibri politici e rimpasto di giunta
L'operazione Aimag ha sollevato non pochi malumori, evidenziati dal silenzio del PD di Carpi a fronte, invece, del plauso arrivato dai vertici provinciali e mirandolesi del partito. Righi, tuttavia, minimizza le voci di scissione. Secondo il sindaco, il dibattito acceso e la diversità di vedute sono dinamiche normali all'interno delle forze politiche, e assicura che i rapporti di collaborazione con la segreteria locale e con la maggioranza restano eccellenti e orientati al bene della città.
Il primo cittadino esclude inoltre qualsiasi collegamento tra la vicenda Aimag e il prossimo rimpasto della giunta comunale: si tratta di due binari totalmente separati. I cambiamenti nell'esecutivo cittadino risponderanno esclusivamente a scadenze programmate e a necessità di natura prettamente amministrativa.
Le sfide sul tavolo: il nodo normativo e i rapporti con Hera
Le linee guida per il nuovo cda sono tracciate: garantire la continuità operativa mantenendo gli alti standard dei servizi e, al contempo, studiare le mosse strategiche per il futuro. Le preoccupazioni principali per Aimag non arrivano dai conti – che hanno beneficiato degli ottimi risultati della controllata Sinergas – ma da un quadro normativo e industriale che si è fatto estremamente insidioso.
Il quadro macroeconomico e strutturale presenta infatti diverse criticità. Sul fronte operativo, la Divisione Ambiente mostra una mancanza di equilibrio finanziario nei settori di raccolta e trasporto rifiuti che necessita di essere sanata quanto prima. Parallelamente, la rete idrica sconta l'obsolescenza delle infrastrutture e forti perdite d'acqua; sebbene la gestione ordinaria registri margini positivi, i consistenti investimenti futuri per ammodernare l'impianto porteranno inevitabilmente a un aumento dell'indebitamento. A tutto questo si aggiungono significativi ostacoli legali, tra cui il mancato via libera per il mantenimento di un sub-ambito per l'acqua e il pronunciamento della Corte dei Conti sul patto Aimag-Hera. Quest'ultima decisione ha di fatto equiparato l'azienda a una società mista, di conseguenza bloccando i tradizionali affidamenti diretti tipici del settore pubblico.
In questo contesto, la posizione nei confronti di Hera rimane pragmatica e priva di barriere ideologiche. Righi definisce il colosso bolognese un "interlocutore fondamentale", sia per il suo ruolo di socio privato all'interno di Aimag sia come gestore dei servizi in gran parte della provincia modenese. Qualsiasi trattativa futura, però, dovrà mettere al centro solo e soltanto l'interesse della multiutility e delle comunità locali.
Infine, un passaggio sulla presidente uscente Paola Ruggiero, la cui sostituzione è stata letta da alcuni come una punizione per il naufragio del progetto con Hera. Il sindaco respinge questa interpretazione, lodando la serietà e le capacità professionali della Ruggiero, che lascia un'azienda solida e credibile. Il cambio al vertice, conclude Righi, è stato dettato unicamente dalla volontà condivisa a livello provinciale di rinnovare il board per affrontare uniti e con un nuovo slancio le complesse sfide che attendono il territorio.
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