Modena cambia marcia: 16 milioni per bus serali, bici elettriche, nuove ciclabili e fermate bus più moderne
MODENA – Più autobus, più corse serali, nuove bici elettriche, fermate rinnovate e una nuova pista ciclabile verso San Damaso. La mobilità modenese prova a cambiare passo con “EcoMove 2030”, il progetto presentato dal Comune di Modena al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Sul tavolo ci sono oltre 16 milioni di euro: 10 milioni e 716 mila euro di fondi ministeriali e circa 6 milioni messi dal Comune. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento, migliorare la qualità dell’aria e rendere più comodo lasciare l’auto a casa, almeno quando è possibile.
Il progetto è stato illustrato lunedì 6 luglio in Municipio dal sindaco Massimo Mezzetti, dall’amministratore unico di aMo Andrea Bosi e dall’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni. La proposta è stata inviata al Ministero venerdì 3 luglio e dovrà ottenere il via libera entro il 4 agosto. Dopo l’approvazione, il Comune avrà 18 mesi di tempo per arrivare ai progetti esecutivi. Tutti gli interventi dovranno poi essere conclusi e rendicontati entro il 20 luglio 2030.
Il cuore del piano riguarda il trasporto pubblico. Sono previsti circa 8,7 milioni di euro per potenziare bus, filovia e infrastrutture collegate. Tra gli interventi principali c’è l’estensione della rete filoviaria in via Vittorio Veneto, pensata per migliorare i collegamenti nord-sud, completare l’anello dei viali a ovest e portare mezzi ecologici in più punti del centro, alleggerendo allo stesso tempo il passaggio degli autobus nelle vie più frequentate.
In arrivo anche cinque nuovi autobus elettrici per il servizio urbano. Nel deposito di Modena sarà realizzato un impianto fotovoltaico, con le infrastrutture necessarie per la ricarica dei mezzi elettrici.
Una delle novità più attese riguarda gli orari. “EcoMove 2030” prevede infatti il potenziamento delle corse nelle ore di punta, in particolare per gli studenti, e l’estensione del servizio serale su tre linee urbane fino alle 23.30, tutti i giorni. Un intervento che punta a rendere il bus più utile anche per chi si sposta la sera per lavoro, studio, svago o rientri in città.
Il piano comprende anche il rinnovo e la digitalizzazione di circa 60 fermate urbane. Le pensiline saranno migliorate sul fronte della sicurezza, dell’accessibilità e delle informazioni agli utenti, con l’obiettivo di rendere l’attesa più comoda e il servizio più leggibile.
Nel pacchetto rientrano inoltre i primi interventi per il futuro Bus Rapid Transit, il cosiddetto BRT: una linea veloce con corsie preferenziali, adeguamenti stradali e semafori dedicati per rendere più rapido il passaggio dei mezzi pubblici.
Spazio anche all’idrogeno. È previsto il potenziamento dell’impianto di distribuzione a servizio di Seta, nell’ambito del progetto HydrogeMo. L’impianto sarà aggiornato per consentire il rifornimento anche a 700 bar, così da poter essere utilizzato non solo dagli autobus, ma anche da taxi, Ncc, car sharing, mezzi leggeri e veicoli privati.
Accanto al trasporto pubblico, il progetto punta anche su bici, scuole e sicurezza stradale. Sono previsti investimenti per circa 4,6 milioni di euro, più altri 350 mila euro destinati ai servizi.
Tra le azioni in programma ci sono il rafforzamento del Mobility Manager d’Area, un nuovo progetto comunale di Pedibus e Bicibus per le scuole primarie, l’avvio di un servizio di bike sharing con biciclette elettriche e la realizzazione della nuova pista ciclabile Modena-San Damaso.
Il progetto prevede infine la creazione di cinque nuove “zone quiete scolastiche”, cioè aree più sicure e meno caotiche attorno agli istituti, pensate per proteggere soprattutto bambini, pedoni e ciclisti negli orari di ingresso e uscita da scuola.
In tutto, “EcoMove 2030” si articola in 13 linee di intervento. Più dell’80% delle risorse sarà destinato a investimenti strutturali, mentre la parte restante servirà per nuovi servizi e attività di coordinamento.
La sfida, ora, sarà passare dai progetti ai cantieri e poi ai servizi reali: perché il vero banco di prova sarà capire se i modenesi avranno davvero alternative più comode, frequenti e sicure all’uso dell’auto privata.

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