Parov Stelar farà ballare tutta Modena
Lo conoscete Parov Stelar, anche se non lo sapete. Ha fatto ballare tutta Italia con il brano “All night”, che da noi ha raggiunto un’enorme popolarità nel 2017, quando era stato inserito nella pubblicità di una celebre compagnia telefonica. Lo spot aveva come protagonista un ballerino in elegante completo blu con tanto di cappello fedora. Originario di Linz, anche pittore e grafico, Stelar (nome d’arte di Marcus Fuereder) è attivo in ambito musicale da più di 20 anni. All’attivo ha 10 album, più di 1000 concerti e milioni di follower e visualizzazioni ottenuti con i suoi pezzi più famosi, da “Brass devil” a “The sun”. Ha anche collaborato con Tony Bennett e Lady Gaga, peraltro protagonista di un simpatico fuori scena durante la videoconferenza per promuovere la partecipazione di Stelar al Jazz Open, uno dei più importanti festival musicali europei che quest’anno si tiene per la prima volta in Italia, proprio nella nostra Modena.
Tutto il programma di Jazz Open Modena
Varietà dei generi e curiose combinazioni: cosa aspettarsi dal Jazz Open
“Scusate, ho ricevuto un messaggio da Lady Gaga” dice Parov Stelar dopo l’arrivo di una notifica sul suo cellulare. Forse l’aria nostrana ha attratto per un attimo la cantante di origini italiane? Non lo sapremo mai, ma è certo che i segni del destino non mancano in questa edizione del Jazz Open: la stessa Linz che ha dato i natali a Parov Stelar è gemellata con Modena dal 1993. Non è la prima volta che il musicista austriaco partecipa al Jazz Open: aveva preso parte a tre delle passate edizioni del festival che si erano tenute in Germania. “Credo che il pubblico di questo evento sia composto da persone dalla mentalità molto aperta – dice Parov Stelar – È importante che questo festival accolga diversi generi musicali, ma la base rimane sempre il jazz, che può essere molte cose diverse. Come artista attraverso vari stati d’animo, a volte amo il raccoglimento, altre volte preferisco la socialità, vedere la gente che balla. Con la musica cerco di trasportare il pubblico attraverso emozioni differenti. Soprattutto trovo interessante capire come accompagnarlo da uno stato d’animo più intimo e riflessivo a uno più allegro”.
Il rapporto con l’IA: opportunità o rischio?
Pavrov Stelar è considerato un pioniere del electro swing: anni fa ha iniziato a contaminare lo swing con sonorità moderne come la house. “La rivoluzione portata dallo swing è simile a quella che la techno avrebbe prodotto un secolo dopo – spiega l’autore di “All night” – Finalmente 100 anni fa le persone potevano scatenarsi al ritmo della musica. Alla base di entrambi i generi ci sono sempre la danza, la libertà e l’apertura mentale. Oggi siamo alle prese con un’altra rivoluzione, quella prodotta dall’Intelligenza Artificiale. Non posso predire il futuro, ma mi sembra che l’IA da un lato offra infinite possibilità, mentre dall’altro ci stia facendo perdere la nostra identità. Quando creo musica impiego molto tempo anche solo per capire cosa voglio realizzare. Metto nel lavoro la mia esperienza, il che significa sviluppare uno stile, crescere come persona, faticare. Oggi il modo in cui produci una canzone con l’IA manca di qualcosa e la musica perde valore. La musica rappresenta una parte importante della nostra cultura e della nostra identità, quindi temo una perdita della nostra identità in quanto genere umano”.
L’importanza dello spettacolo dal vivo
Per il musicista di Linz proprio il jazz dimostra quanto la musica abbia bisogno di un cuore umano per funzionare. Devi capire cosa stai suonando, sentire davvero quegli accordi, fare molte prove e poi improvvisamente c’è l’illuminazione, quando senti che un suono o un insieme di note sono quelli giusti, in un processo che è puro istinto e non ha nulla di razionale. Poi c’è un altro aspetto che l’IA non può ricreare, cioè il contatto umano. Ecco perché è importante assistere a concerti come quelli del Jazz Open di Modena. “Le esecuzioni dal vivo sono diverse dalle versioni studio delle musiche, devono esserlo – sostiene Parov Stelar - Ricordo quando avevo assistito al concerto di uno dei miei gruppi preferiti molti anni fa: ero deluso dal fatto che l’esecuzione fosse uguale a quella che avevo già sentito nell’album. Nei concerti devi vedere l’artista mentre lavora e suda e lui deve guidare il pubblico in quel viaggio che è la performance dal vivo”.
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