Agricoltura, la Regione pronta a variare il primo Piano castanicolo dell’Emilia-Romagna
REGIONE - Favorire nuove opportunità di mercato, semplificare le norme, valorizzare le produzioni di qualità e sostenere gli investimenti produttivi.
Sono gli obiettivi di rilancio del comparto che la Regione Emilia-Romagna ha condiviso con i principali operatori del settore negli incontri sul territorio per presentare il piano castanicolo e del marrone regionale. Per condividere una strategia e definire ulteriori contributi e proposte prima dell’approvazione definitiva del documento.
Dopo gli appuntamenti di Rioveggio, nel Bolognese, e Casola Valsenio, nel Ravennate, la tappa finale a Marola di Carpineti, nel Reggiano, dove l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha incontrato una numerosa delegazione di produttori, associazioni, consorzi e amministratori locali.
“Ha un importante valore simbolico chiudere questo percorso di ascolto proprio qui a Marola di Carpineti, dove affondano le radici storiche della castanicoltura regionale e da dove possiamo ripartire per programmare il futuro di questo comparto- ha spiegato Mammi-. La castagna e il marrone sono prodotti che hanno un enorme potenziale economico, sociale e ambientale, soprattutto nelle aree montane, dove possono aiutare a integrare il reddito delle imprese agricole e contribuire a combattere il dissesto e l’abbandono dell’Appennino”.
“Con questo primo piano castanicolo, che stiamo elaborando anche grazie al contributo decisivo che gli operatori hanno dato,- ha proseguito l’assessore- per la prima volta la Regione introduce una strategia di medio-lungo periodo che si fonda su quattro pilastri: intervenire sulla semplificazione normativa per sbloccare il recupero dei castagneti abbandonati, proteggere il territorio e le produzioni, affiancare alle risorse ordinarie nuovi finanziamenti dedicati sia alla manutenzione ordinaria sia agli incentivi per il ripristino delle aree castanicole e per il rafforzamento del lavoro dei consorzi e associazioni affinché guidino con efficacia il coordinamento e la crescita dei singoli produttori locali”.
“Terminato il percorso di confronto- ha concluso Mammi- adesso prenderà il via l’iter legislativo del piano, per la discussione e l’approvazione che ipotizziamo possa avvenire entro i primi mesi del prossimo anno”.
Il Piano castanicolo e del marrone dell’Emilia-Romagna
Elaborato insieme al Tavolo castanicolo regionale, il nuovo Piano individua tre possibili modelli di sviluppo per il comparto: la salvaguardia della castanicoltura tradizionale, la trasformazione delle selve castanili in castagneti da frutto e la realizzazione di nuovi impianti.
Quattro gli obiettivi principali: semplificare il quadro normativo e favorire gli investimenti; proteggere il territorio e le produzioni; promuovere l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze; rafforzare l’organizzazione della filiera e valorizzare le produzioni regionali, a partire dal Marrone di Castel del Rio Igp.
Tra le azioni previste figurano il recupero dei castagneti abbandonati, il sostegno al ricambio generazionale, il rafforzamento del presidio fitosanitario, gli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico, la tutela della biodiversità castanicola e il potenziamento degli strumenti di promozione e commercializzazione.
Un progetto che riconosce alla castanicoltura una funzione che va oltre la dimensione produttiva: la cura dei castagneti contribuisce infatti alla conservazione del paesaggio, alla tutela della biodiversità e all’equilibrio idrogeologico dell’Appennino, rappresentando al tempo stesso un presidio economico e sociale fondamentale per le aree montane.
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