Un’ondata di maltempo ha colpito nella notte le Marche. Sulla provincia di Ancona, quella principalmente funestata dalla vera e propria bomba d’acqua che si è abbattuta sul territorio marchigiano, sono caduti 40 mm di pioggia: si tratta della quantità che normalmente cade nel corso di 6 mesi. Per ora, riporta l’Ansa, è di dieci vittime e quattro dispersi il bilancio dell’alluvione, anche se gli interventi dei Vigili del Fuoco, oltre 400 (tra la provincia di Ancona e quella di Pesaro) tra la notte e la mattinata, sono ancora in corso. Il fiume Misa è esondato in più punti, tra cui il centro di Senigallia, nell’anconetano.

Tra i dispersi risulterebbero anche due bambini: le vittime si sono registrate a Ostra, a Trecastelli e a Barbara, tutti centri dell’anconetano, mentre in mattinata i Vigili del Fuoco hanno recuperato a Bettolelle, una frazione del comune di Senigallia, anch’esso in provincia di Ancona, il corpo di un uomo che è stato travolto dall’acqua mentre era a bordo della sua auto.

L’ondata di maltempo che ha colpito le Marche, “non era prevista a questi livelli, non avevamo livelli di allarme. E l’esondazione del Misa, in particolare, è stata repentina e improvvisa”, spiega all’Ansa l’assessore regionale alla Protezione civile Aguzzi. In alcune località, “non c’è stato tempo di intervenire, ci sono persone che magari erano in strada o sono uscite non rendendosi conto del pericolo”. I sindaci di diversi tra i comuni più colpiti, infatti, lamentano il fatto che nessuna allerta che prevedesse un evento di questa portata sia stata diramata e che, dunque, niente sia stato fatto per garantire la sicurezza dei cittadini.

Dopo l’ondata di maltempo, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio è partito per le Marche. Il presidente della Regione Marche Acquaroli ha ricevuto in mattinata telefonate di solidarietà da parte del presidente della Repubblica Mattarella e del presidente del Consiglio Draghi.

Foto di copertina: ansa.it

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