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20 Gennaio 2022

6 dicembre 2020 – 6 dicembre 2021. Il ricordo dell’alluvione di Nonantola della sindaca Federica Nannetti

6 dicembre 2020 – 6dicembre 2021. Il ricordo dell’alluvione di Nonantola nelle parole della sindaca Federica Nannetti, mentre ancora si attende il ristoro dei danni della rotta del Panaro e 19 famiglie sono tuttora sfollate in attesa dei risarcimenti

Scrive la sindaca:

Il 6 dicembre del 2020 è stato uno di quei giorni che hanno un prima e un dopo, per la nostra comunità; che ha colpito ciascuno di noi o i nostri cari, le nostre case, le nostre cose, lasciandoci un ricordo indelebile. Oggi ricorre il primo anniversario, da quella mattina, quando alle 7.53 ci veniva comunicata la rotta dell’argine del Panaro nel territorio di Castelfranco Emilia. Da quel momento, da quel fatidico minuto, abbiamo gestito varie fasi da un punto di vista “organizzativo” e vissuto altrettante situazioni emotive: l’incredulità, la paura, la responsabilità, l’agire per cercare di fare il proprio meglio in una situazione complicatissima.
L’emergenza è stato il primo momento da coordinare, con i soggetti più fragili da contattare e le evacuazioni dei cittadini in difficoltà, peraltro in piena ondata pandemica, con la necessità quindi di mantenere separate le persone contagiate o in quarantena. E quella prima notte buia, senza corrente elettrica, con il paese invaso dai mezzi anfibi e i gommoni lungo le strade allagate e i camion della Protezione Civile incessantemente a lavorare, tra la nebbia, sull’argine, per chiudere la falla nel minor tempo possibile. Come tanti di voi non si può dimenticare il senso di sgomento davanti ad un territorio reso irriconoscibile dall’acqua che però sai essere il tuo: le certezze vacillano e le domande incalzano… avremo la forza di essere di nuovo “noi”?
E poi al defluire delle acque, gli interventi di pulizia e svuotamento di case, garage e cantine, con l’incredibile aiuto dei volontari delle colonne mobili di Protezione Civile da tutto il Nord Italia, che ieri abbiamo voluto ringraziare con un pranzo e una visita in una Nonantola che avevano vissuto soltanto in quei giorni di fango, ma che meritavano di vedere in tutta la sua bellezza. La solidarietà ed il sostegno reciproco dei nonantolani, semplici cittadini o volontari delle associazioni, impegnati insieme alla massiva risposta della Protezione Civile nella pulizia del paese (quasi duemila tonnellate di rifiuti ingombranti raccolti): nel giro di una settimana rimanevano pochi i segni visibili dell’inondazione lungo le strade, ma tanti ancora quelli intimi e più dolorosi in ciascuno di noi.
Poi la conta dei danni. Quelli ai privati, a partire dalla necessità di trovare immediatamente una sistemazione a oltre 50 famiglie la cui casa era diventata inagibile, poi quelli documentati nelle schede di ricognizione dei cittadini e delle imprese, raccolte in tempi più che celeri entro il mese di gennaio, in modo da poter presentare una richiesta di aiuto al Governo per 70 milioni di euro. E poi i danni ai beni pubblici: quattro plessi scolastici colpiti (tutti riaperti, con un grande sforzo, il 7 gennaio, escluso il Don Beccari attualmente interessato dal cantiere); il cogeneratore del quartiere San Francesco (dove a breve partiranno i lavori per il rifacimento e miglioramento dell’impianto); la Scuola di Musica il cui piano terra distrutto ha riaperto le sue porte alle lezioni dei ragazzi subito dopo le feste natalizie; e ancora: la biblioteca, l’anagrafe, la farmacia comunale.
Da quel momento è cominciata la lunga trattativa per ottenere i rimborsi per i beni privati e quelli pubblici. In questi giorni in cui si
avvicina la scadenza dei termini per la presentazione delle domande, tanto si sta discutendo su quell’iter e quella procedura. Da mesi incontriamo personalmente vari cittadini ogni giorno per cercare di risolvere le loro difficoltà, o spiegare i limiti di un bando che deve per forza seguire i criteri della Legge nazionale di Protezione Civile.
E con questo non ci stiamo giustificando né scaricando colpe su altri: è la realtà e va raccontata con obiettività, senza alimentare false e facili illusioni né strumentalizzare le difficoltà di tanti.
Siamo consapevoli di non aver ottenuto tutto quanto avremmo voluto e che non consola chi è in difficoltà sapere che tantissimi altri territori che hanno subito eventi simili anche prima di noi, non abbiano ricevuto lo stesso trattamento o addirittura non abbiano ancora ottenuto risorse, per quanto sia vero. Ribadiamo anche che se avessimo potuto scrivere noi la procedura sicuramente sarebbe stata maggiormente rispondente ai danni
subiti, ma davvero abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità, rendendo migliore in più parti il bando (un esempio su
tutti, i rimborsi massimi per i beni mobili e gli elettrodomestici, ora a 15000 euro, era prima a soli 1500). Abbiamo anche ottenuto che le risorse siano gestite direttamente dal Comune di Nonantola, in modo da poter cominciare ad erogare i fondi via via che le pratiche vengono esaminate, e non al termine di tutte le istruttorie, non delegando responsabilità ad altri, per comprimere i tempi. Tanto ancora dobbiamo fare: abbiamo chiesto alla Regione di trovare altri canali di finanziamento per dare un contributo a chi ha perso o visto pesantemente danneggiati i propri veicoli; stiamo lavorando con gli istituti di
credito locali, perché anticipino le spese dei lavori che poi saranno rimborsati, ai cittadini che ne hanno necessità. Tutto questo, ricordiamolo sempre, deve avvenire nella legalità delle situazioni e nella trasparenza nei pagamenti perché le risorse messe a disposizione di Nonantola sono soldi pubblici. Questi sono i fatti e non opinioni personali ed è esattamente ciò che da mesi stiamo portando avanti: è semplicemente la verità con tutti gli innegabili limiti oggettivi nostri e che abbiamo incontrato.
Ultimo ma non ultimo il tema della sicurezza del nostro territorio, per limitare al massimo i rischi di eventi che, purtroppo, i cambiamenti climatici potrebbero costringerci a fronteggiare nuovamente, pur sapendo che il rischio zero non esiste. Come Amministrazione Comunale dovremo migliorare nella gestione del nostro territorio, attraverso il nuovo Piano urbanistico, nuove norme edilizie, piantumazioni di alberi e desigillamento del suolo. Sono chiamate a fare il proprio dovere, però,
anche tutte le altre Istituzioni (Aipo e RER in primis) per mettere in sicurezza argini, potenziare i monitoraggi degli stessi, utilizzando anche le nuove tecnologie e non solo visivamente come oggi fanno i nostri volontari, destinare sui nostri territori le risorse messe a disposizione dal PNRR così da poterci lasciare alle spalle la paura che ancora oggi la pioggia accende non solo nei nonantolani, ma in tutti i cittadini dei paesi che si affacciano sul nodo idraulico modenese.

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